Il commercialista: la risorsa strategica del momento!

Il commercialista: la risorsa strategica del momento!

La nostra figura professionale, oggi più che mai,costituisce il trait d’union tra la forza produttiva del paese e le istituzioni che, per soddisfare forzose esigenze di cassa, cercano in tutti i modi di incasellare l’economia, svilendo la grande forza creativa insita nell’atto di produrre.

In questo contesto il commercialista può veramente fare qualcosa per se stesso, per i propri  clienti e per l’economia del paese: reagire mettendo a servizio la sua competenza!

La caratteristica continuità dell’incarico professionale ci individua come il consulente che più di tutti condivide con l’imprenditore le sue scelte, le sue battaglie, i suoi successi, i suoi cambiamenti….

Questo è il momento di trasformare le scelte  economiche, è necessario, quindi, dotarsi di quelle meta competenze che permettano questo cambiamento, infondendo coraggio in primis a noi stessi e  poi a cascata nella catena economica del paese.

Il commercialista deve smettere di essere un burocrate al servizio dello stato, senza riconoscimento e remunerazione, per diventare il protagonista della ripresa  economica del paese.

Chi meglio di noi può infondere la fiducia necessaria al tessuto produttivo per facilitare la ripresa economica?

Il tempo è prezioso e dobbiamo impiegarlo mettendo a frutto le nostre capacità e la nostra creatività, per noi stessi, per i nostri clienti e per il nostro paese. In questo momento di necessità economica è necessario farci carico di questo ruolo strategico, diffondere un sapere propulsivo e positivo, instillare delle iniezioni di fiducia per trovare la chiave strategica dell’evoluzione e il progresso della società.

E’ inutile perdere tempo con scadenze inutili che hanno il solo scopo di indispettire i clienti e di  distrarci dal significato più autentico e utile della nostra professione, che rappresenta un servizio di alto valore sociale.

Per questo non dobbiamo essere distratti da ingarbugliati calcoli che non hanno altro scopo quello di disperdere un immenso potenziale creativo utile al nostro paese e rappresentato dalla nostra categoria professionale.

La nostra professione ha un obiettivo molto più elevato e di alto contenuto sociale, il commercialista può diventare l’artefice della ripresa economica di questo paese. Solo assumendoci la responsabilità di diventare propulsori del progresso sociale potremo unire la nostra soddisfazione con quella dei nostri clienti e del nostro paese. Non saremo più vittime della burocrazia e di un fisco artificioso, che lentamente  e inesorabilmente ci distoglie dal nostro reale compito sociale ed economico.

Dobbiamo dotarci di un pensiero positivo operativo e strategico e cioè un pensiero di speranza fattiva, concreta che si traduce in azioni e scelte economiche. Nuovi scenari, quindi, per noi e per i nostri clienti ponendo l’attenzione sulle risorse più che sui vincoli, sulle presenze più che sulle mancanze, sui desideri ed opportunità più che sulle necessita e i problemi.

Il commercialista come portatore di consapevolezza economica per ridare slancio all’economia del paese.

Sogno una professione che comporti sviluppo personale, professionale e sociale e proprio perché diventi un’idea la condivido in questo articolo che concludo con questa frase di George Bernard Shaw “Certi uomini vedono le cose come sono e dicono: perchè? Io sogno cose mai esistite e dico: perchè no?”

di Patrizia Bonaca – ODCEC di Roma



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